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La sfida (vinta) di Vincenzo Tommasi: coltivare il Pinot Nero in Toscana

Siamo nel Casentino, altopiano interno dell’appennino toscano, al confine con la Romagna. Qui la coltivazione del Pinot Nero ha una lunga storia, ma tra il XIX e il XX secolo è andata via via diradandosi a causa della scarsa produttività del vitigno.

Vincenzo Tommasi decide di acquistare un paio di ettari di vigneto proprio in questa zona, a circa 500 metri di quota. Il terreno qui è differente dal resto della Toscana, essendo argilloso-calcareo, anche il clima è più fresco rispetto alle altre zone. Pertanto ha bisogno di impiantare un vitigno a ciclo più breve e sceglie il Pinot Nero. Non è una scelta casuale, ma una vocazione e una sfida. Prima di cominciare fa circa dieci viaggi in Borgogna, “mecca” del Pinot Noir, e si confronta con molti produttori.

Pinot-Nero-del-Podere-della-Civettaja

Vincenzo Tommasi

Il Pinot Nero è un’uva difficile, si ammala con facilità, tende a bruciarsi con un eccessiva insolazione e va vinificata con particolare delicatezza, altrimenti si rischia di ottenere un vino dozzinale. Vincenzo Tommasi decide di eseguire tutte le operazioni manualmente e di lavorare in biologico, senza l’utilizzo di alcun additivo né in vigna né in cantina.

L’uva viene raccolta a mano e, una volta diraspata, inserita in parte in tonneau aperti da 5 ettolitri e, in parte, in vasche di cemento per la fermentazione spontanea. Vengono scelti il legno e il cemento per la fermentazione in quanto, rispetto all’acciaio, permettono al mosto di respirare. Al termine della fermentazione il vino viene trasferito in barrique francesi di 3°, 4° e 5° passaggio per circa 12 mesi e poi ancora 11 mesi circa in cemento. L’imbottigliamento è manuale per caduta senza nessuna filtrazione.

Non è il solo a dedicarsi alla coltivazione del Pinot Nero nella Toscana del nord; nel 2011 insieme ad altri colleghi viticoltori fonda l’Associazione Appennino Toscano- Vignaioli di Pinot Nero. L’obiettivo principale di questa associazione è quello di promuovere non solo le attività dei viticoltori ma anche e, sopratutto, quello di dimostrare la vocazione del territorio montano dell’Appennino toscano per la produzione di pinot nero varietale e qualitativo. 

 

 

 

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(Graziana + Giovanni) * Innesti di vino e cultura = La Fillossera. Degustazioni, racconti, viaggi, eventi.

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