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Un libro, un vino: Guerra e Pace e lo Champagne

Alcuni mesi fa mi sono dedicata alla lettura di “Guerra e Pace“. Lev Tolstoj ha impiegato circa otto anni per scrivere quest’opera, pertanto vado fiera degli otto mesi che ho impiegato per leggerla. Il primo mese mi è servito per imparare i nomi di tutti i personaggi e le loro relazioni reciproche. Guerra e Pace è considerato un romanzo storico ma io preferisco definirlo un romanzo corale: ci sono tre grandi famiglie intorno alle quali ruotano altri personaggi, minori per lo spazio che ad essi viene dedicato ma non necessariamente per l’impatto che hanno nello sviluppo della trama. Protagonisti altrettanto determinanti sono Napoleone Bonaparte Imperatore dei francesi e Comandante in capo delle truppe della campagna di Russia e Alessandro I Imperatore di Russia, unitamente al generale Kutuzov, Comandante in capo delle truppe russe.  Altra protagonista indiscussa del romanzo sono la Madre Russia e il popolo russo, declinati nell’anima aristocratica pietroburghese e in quella militare di Mosca, nello spirito bifolco e puro dei contadini e servi della gleba e in quello valoroso e patriottico degli ufficiali in campo. Sullo sfondo c’è la Storia, espressione di un fato o destino al cui cospetto l’azione del singolo è insignificante. Riassumere un’opera del genere, oltre ad essere impresa ardua, risulta pressoché inutile. Qualsiasi sintesi non potrebbe rendere la profonda analisi psicologica dei personaggi, la cronaca delle campagne e delle strategie militari e la complessa filosofia della storia di Tolstoj. Per chi non ha letto il romanzo basti sapere che questo grande scrittore vissuto nell’ottocento riesce a descrivere il cuore di una ragazzina adolescente con una precisione e una comprensione che lasciano stupefatti, così come riesce a penetrare nell’animo di un giovane uomo scisso tra l’aspirazione verso una vita di grandezza e il desiderio di appartenere a una donna e ad una famiglia. Ci sono conflitti interiori, tradimenti, grandi amori, eroismo, opportunismo… E poi c’è tanto Champagne! Si proprio Champagne. “Si faranno molti brindisi, è ora di servire lo Champagne”. Champagne servito “con il gigantesco storione” o “con le vivande calde” o “prima del gelato” e anche semplicemente Champagne con il quale ubriacarsi (insieme a dell’ottimo Madera). La profusione di Champagne distingue la classe aristocratica ed esprime la fascinazione che nell’ottocento la cultura francese esercitava sul popolo Russo. La stessa lingua utilizzata dai nobili russi nei vari salotti è quella francese.

Quindi, mentre vi accomodate nel salotto di Anna Pàvlovna Scerer e cominciate la lettura di Guerra e Pace, vi consiglio di scegliere una bottiglia di Champagne. Una bottiglia importante, perché il salotto aristocratico è una bolla sospesa e distaccata, un’oasi protetta, ma fuori preme la Grande Armée di Napoleone Bonaparte e tra un pettegolezzo e l’altro, tra un aneddoto ilare e un confabulare su matrimoni e incontri combinati, si intrecciano vite di uomini e donne alla ricerca di una morale in un mondo eticamente imperfetto.

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(Graziana + Giovanni) * Innesti di vino e cultura= La Fillossera. Degustazioni, racconti, viaggi, eventi.

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