Le viti più antiche del mondo e il vigneto più longevo. Scopri quali sono e dove si trovano

Qual è la vite più antica al mondo? E dove si trova il vigneto più longevo? Se la risposta alla prima domanda è una sfida che ci riguarda da vicino, per rispondere alla seconda bisogna andare molto più lontano. Scopriamo insieme dove.

Due degli esemplari di vite più antichi al mondo si trovano nel nord Italia, in Trentino-Alto Adige.
La prima è la Vite Centenaria (Urrebe) di Magrè (Margreid), piccolo comune della Bassa Atesina. La Vite Centenaria, che cresce sulla facciata della Residenza Augustin, venne piantata nell’ottobre del 1601 e produce ancora oggi una media di 80 kg di uva da tavola.

vite centenaria magrè
La vite centenaria di Magrè

Prendendo in considerazione, invece, l’uva da vino, sempre in Alto Adige si trova Versoaln, la vite più grande del mondo e, da molti, considerata la più antica d’Europa. L’età di Versoaln supererebbe i 350 anni. Questa particolare vite, dalle foglie estremamente frastagliate, è una varietà autoctona e si estende per oltre 300 metri quadri su una pergola tradizionale di castagno, ai piedi di Castel Katzenzungen.
La vite Versoaln produce piccoli grappoli d’uva con chicchi trasparenti di media grandezza vinificati in pochissime bottiglie dalla cantina del centro di Sperimentazione Laimburg.
Nel 2006, i Giardini di Sissi a Castel Trauttmansdorff hanno assunto la paternità di questa vite “con la missione di prendersi di essa cura come della persona del Principe stesso, proteggendola da malattie e da belve, da folgore e tempesta, nonché dalle mani di compare incompetenti. Che questa vite porti uva buona anche per i tempi a venire, affinché la vendemmia dell’annata venga torchiata nelle cantine Laimburg” (estratto dell’atto di paternità).

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Versoaln, la vite più grande dEuropa

Versoaln si contende il titolo di vite ancora produttiva più antica d’Eurpoa – e probabilmente del mondo – con Stara Trta (vecchia vite in sloveno) che si trova a Maribor in Slovenia. Esemplare con un’età stimata di oltre 400 anni della varietà locale žametovka, ha una resa annuale di circa 35-55 kg da cui si ricavano pochissime bottiglie di vino da 0,25 l.

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Il vino di Stara Trta, la vecchia vite di Maribor

Per quanto riguarda i vigneti, esistono diversi esemplari centenari in alcune zone nel mondo scampate dagli attacchi dalla fillossera tra la fine dell’800 e i primi del ‘900.

Questi vigneti pre-fillossera si trovano di solito su suoli sabbiosi, vulcanici o rocciosi che bloccano la diffusione del parassita, in luoghi geograficamente isolati oppure situati ad altitudini importanti.

Nella sabbiosa Provenza, sui pendii rocciosi della Mosella in Germania e del Douro in Portogallo, sui terreni vulcanici dell’Etna e del Vesuvio ci sono ancora vecchie viti a piede franco. Queste piante hanno superato il secolo di età fino a diventare dei veri e propri monumenti naturali con fusti spessi e nodosi.
Le isole Canarie hanno beneficiato dell’isolamento geografico e del suolo vulcanico, così come l’isola greca di Santorini. Le viti di Santorini sono tradizionalmente allevate a forma di cesto, con il frutto all’interno per ripararlo dal vento. Si dice che alcune abbiano 400 anni.
La fillossera non si è diffusa in Cile, nonostante fosse presente in Argentina, dall’altra parte della catena delle Ande che si è rivelata una barriera insormontabile per l’afide.

Vigneto a piede franco a La Geria, sull’isola vulcanica di Lanzarote

La maggiore concentrazione documentata di vigneti pre-fillossera e quindi più longevi al mondo si trova a Barossa, una regione vinicola a nord di Adelaide, nell’Australia meridionale.
Nel 2009 la Barossa Grape & Wine Association (BGWA) ha istituito la Barossa Old Vine Charter per censire ufficialmente i vecchi vigneti della regione, al fine di preservarli e promuoverli.
I vigneti sono stati classificati in 4 livelli in base alla loro età:

  • Barossa OLD VINE vigneto di almeno 35 anni
  • Barossa SURVIVOR VINE vigneto di almeno 70 anni
  • Barossa CENTENARIAN VINE vigneto di almeno 100 anni
  • Barossa ANCESTOR VINE vigneto di almeno 125 anni

Il censimento ha fornito un elenco di tutti i vigneti più antichi con la data di impianto, l’ubicazione e la varietà di uva. Un vero e proprio documento storico che ha dimostrato anche quanto i coloni provenienti dalla Slesia e dalla Prussia siano stati determinanti per lo sviluppo della viticoltura nella regione.

Il più antico tra gli Ancestor è il vigneto The Freedom che risale al 1843. Di proprietà dell’azienda Langmeil Winary è costituto da viti di Shiraz, come la maggior parte dei vigneti ultrasecolari di Barossa.
Fu piantato dal pioniere Christian Auricht che emigrò in Australia dalla Prussia per via delle persecuzioni religiose e fondò il villaggio commerciale di Langmeil nel 1842.
Nelle annate ottimali questo appezzamento di un acro (0,4 ettari) può avere una resa di appena 20 quintali che l’azienda destina alla produzione dell’etichetta di punta The Freedom 1843 Shiraz Barossa.

Il vigneto The Freedom 1843 di Langmeil

Le viti dei vigneti Ancestor sono rimaste forti e orgogliose per almeno centoventicinque anni e rappresentano un tributo vivente ai primi coloni europei di Barossa, oltre che un immenso patrimonio viticolo.

Questo è l’elenco completo dei vigneti classificati Ancestor:

  • Cirillo Estate, 1850 Grenache, Barossa Valley
  • Hewitson, Old Garden Mourvèdre, Koch Family Pilgrim Vineyard, Barossa, 1853
  • Langmeil, The Freedom 1843 Shiraz, Barossa Valley
  • Henschke, Hill of Grace Shiraz, Eden Valley
  • Penfolds, Block 42 Cabernet Sauvignon, Barossa Valley
  • Poonawatta Estate, The 1880 Shiraz, Eden Valley
  • Chateau Tanunda, 150 Year Old Vine Semillon, Barossa Valley
  • Elderton, Command Single Vineyard Shiraz, Barossa Valley
  • Turkey Flat, The Ancestor Shiraz, Barossa Valley
  • Yalumba The Tri-Centenary Grenache, Barossa Valley, 1889

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ATLANTE MONDIALE DEI VINI
di Hugh Johnson e Jancis Robinson

3 Commenti su Le viti più antiche del mondo e il vigneto più longevo. Scopri quali sono e dove si trovano

  1. Ho 3 vecchie viti da farvi vedere. Prefilosseriche di certo. Siete interessati a farci un un’articolo?

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  2. in campania e principamente nelle zone vulcaniche fino agli anni 40 la filossera era una malattia sconosciuta -i cotadini l hanno incominciato a conoscerla nel periodo della guerra e da allora si incominciarono a coltivare le barbatelle per essere poi innestate -prima della filossera-i contadini raccontano che non veniva nemmeno impiegato lo zolfo

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1 Trackback / Pingback

  1. Il ciclo della vite – LA FILLOSSERA

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