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Vendemmia 2017: crolla la produzione. Ma la qualità è salva?

Alcuni dati sulla vendemmia 2017 tra calo della produzione e preservazione della qualità

Per i viticoltori il 2016 è stato un anno difficile. La vendemmia è l’anticamera della verità enologica. Saranno, infatti, le bottiglie prodotte a raccontarci la storia completa dell’annata.

I fatti sui quali concordano tutti sono i seguenti:

  • la vendemmia 2017 sarà tra le più scarse dal 1947
  • il calo dei raccolti, secondo la Coldiretti, è di circa il 24%, secondo altre fonti del 26%
  • il crollo della produzione non riguarda soltanto l’Italia ma anche gli altri Paesi (in primis Francia e Spagna)
  • cresce a doppia cifra il vino biologico con un aumento del 23,8% delle vigne “al naturale” nel 2016.

A determinare il calo della produzione è stato l’andamento climatico. Un inverno mite e asciutto, una estate calda e siccitosa. Il precoce germogliamento delle viti le ha rese più vulnerabili alle gelate primaverili, inoltre non sono mancate forti grandinate in diverse regioni.

Carlo Petrini sostiene che dobbiamo “abituarci ad avere meno uva”.  Occorre prendere atto che il cambiamento climatico è una variabile non più eludibile per il mondo enologico e, in generale, per l’agricoltura. Il surriscaldamento globale è un fatto, così come lo sono i fenomeni atmosferici estremi. Le ultime vendemmie hanno dimostrato che le gelate primaverili e le grandinate violente non sono più eventi episodici.

Quali sono le contromisure possibili per gestire il fenomeno del cambiamento climatico? La conduzione professionale del vigneto, le conoscenze agronomiche e l’adeguamento tecnologico sono possibili risposte.

In un ottica di più lungo periodo Carlo Petrini pone l’accento sulla tutela della biodiversità:

“in un futuro in cui il clima sarà sempre meno prevedibile, è certo che l’omologazione delle colture espone a rischi sempre maggiori, perché l’omogeneità genera fragilità”.

Puntare tutto su un unico vitigno o convertire una zona vocata alla sola produzione della vite, espongono a un futuro incerto.

Nonostante la quantità scarsa voci autorevoli parlano di una buona qualità delle uve. Come si dice, se si chiede all’oste com’è il vino…

La domanda di vino italiano all’estero ha visto un aumento del 6,3% e, in particolare, cresce la domanda di vino biologico. In Italia, sono oltre 103 mila gli ettari coltivati a biologico.

(Principali fonti di riferimento: Coldiretti/ La Stampa)

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(Graziana + Giovanni) * Innesti di vino e cultura= La Fillossera. Degustazioni, racconti, viaggi, eventi.

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