Una giornata da San Lorenzo Vini. Focus sul Pecorino. Vino, natura e cultura.

Se non hai ancora passeggiato tra vigneti, maestosi cipressi, laghetti e antichi casolari, è giunto il momento di farlo. Dove? Sotto una buona stella: quella di San Lorenzo.

Tra il Gran Sasso e l’Adriatico, sulle colline di Castilenti in provincia di Teramo, si trovano i vigneti di San Lorenzo Vini. Si estendono per 160 ettari. Escursioni termiche, suoli drenanti, circolazione dell’aria facilitano una agricoltura sostenibile. Ma c’è una scelta in più che fa la differenza, quella fatta dalla famiglia Galasso di puntare sui vitigni autoctoni.

Per il secondo anno la Cantina ha organizzato l’evento itinerante “Una giornata da San Lorenzo Vini. Insieme tra vino, cultura e natura”. (La prima edizione ve la racconto qui). Protagonista il Pecorino, sul quale l’azienda ha sempre creduto. La Cantina lo produce sin dal 1998, circa 40 mila bottiglie ogni anno.

Prima tappa del programma è stato lo splendido Palazzo De Sterlich del 1500, nel centro di
Castilenti, acquistato dalla famiglia nel 2015.

La verticale di sei annate di Pecorino è stata introdotta dalla relazione dell’antropologo e docente all’Università di Tor Vergata, Ernesto Di Renzo: “Il passato e (è) il presente dei vitigni autoctoni. Una lettura antropologica”. Il professore ha richiamato il concetto di Genius Loci.

Gianluca Galasso (a destra) e il prof. Ernesto di Renzo

Il Genius Loci è lo spirito del luogo. È il respiro del vento, l’odore della terra, la luce del tramonto; il gesto quotidiano che si ripete da generazioni. Il vino è traduzione liquida di tutto questo e nel contempo è il garante di una continuità. Attraverso il vino possiamo riconnetterci alle origini e avvertire un senso di appartenenza. Per questo si dà sempre più rilevanza ai vitigni autoctoni, perchè abbiamo bisogno di connessione profonda, reale.

La degustazione è stata molto interessante. Il Pecorino ha un notevole potenziale evolutivo. Mi spingo oltre. Alcuni anni di affinamento in bottiglia lo migliorano, perché verticalità e struttura vanno a equilibrarsi. È un vitigno difficile, in quanto le condizioni ambientali e il tempismo nella vendemmia incidono molto sulla resa in bottiglia. Non è un vitigno che può essere coltivato ovunque.

Appunti di degustazione

2018 Vibrante

Erbe aromatiche, un tocco di zafferano e idrocarburo. Il frutto è croccante, spicca il lime. La mineralità è di roccia. Il sorso elettrizzante, di ampia sapidità e persistente.

2016 Sussurrante

Annata più sommessa. Il naso è poco espressivo, sul finale emerge una eleganza discreta con la tipica nota di mandorla del vitigno. Un riservato signore in frac.

2015 Equilibrista

Ottima precisione e stratificazione olfattiva, con accenni di pepe bianco. Il sorso è equilibrato con una piacevole nota fumé e finale ammandorlato.

2013 Esplosivo

Dorato brillante. Pesca, albicocca, zafferano, radice di curcuma. Il sorso è cristallino, il ritorno aromatico è completo e persistente. La sapidità è il passo di danza finale per una chiusura fine e pulita. Conquista.

2010 Riflessivo

Il frutto è maturo, con accenni di miele, fieno e tabacco. Vino più di memoria che di futuro. Il sorso è largo, quasi opulento. Un racconto diverso, dove la leggera ossidazione regala un fascino particolare all’enonauta curioso.

2007 Multidimensionale

C’è dentro tutto. Camomilla, acacia, anima vegetale, tocchi di pepe bianco. La mineralità è salmastra. Come le onde del mare, un andare e venire tra verticalità e materia. Vivente.

Dopo la degustazione la giornata è proseguita con una passeggiata nei vigneti e il pranzo presso il B&B Il Giglio Rosso, struttura appartenente al complesso della Cantina. Lo Chef Guido Brandito ha curato il menù, con il suo tocco sempre delicato e originale.

San Lorenzo vini è un laboratorio agro-culturale, dove paesaggio, storia e famiglia si integrano e si raccontano attraverso il vino. È la più grande cantina del teramano. Ma, quando lo sguardo può distendersi tra cielo e vigna, non ci si sente mai smarriti. Ci si sente, semplicemente, accolti.

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La Fillossera è Graziana Troisi. Sono l'autrice del blog e degli articoli.

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