Wendell Berry: l’agricoltura può salvarci tutti soltanto se diventiamo pazzi

Chi è Wendell Berry? Un novellista, un saggista, un poeta, un agricoltore?!

Il New York Times lo ha definito il “profeta dell’America rurale”.

Scrittore prolifico, filosofo delle “piccole cose”, promotore della green revolution e punto di riferimento di molti movimenti ambientalisti, Wendell Berry vive attualmente in Kentucky, dove è nato nel 1934 e nella fattoria di famiglia di Henry County coltiva 125 acri seguendo metodi tradizionali e biologici.

Allora Wendell Berry è un contadino?! Certamente sarebbe felice di essere definito così, meglio ancora “mad farmer”, contadino pazzo. Il messaggio di tutte le sue opere e della sua attività è sostanzialmente uno: imparare a vivere in armonia con la natura è l’unica via di salvezza per il pianeta e l’umanità che lo abita.

sotto il pavimento il suolo
sta sognando l’erba

Ma la “Natura” di Berry non è selvaggia, è una natura in relazione con l’essere umano. La chiave di questa relazione è l’agricoltura su piccola scala, ovvero un approccio agricolo a dimensione locale in grado di contrastare l’economia globale basata sullo sfruttamento insostenibile e divisivo di risorse limitate.

Oggi le economie locali vengono distrutte dall’economia globale ‘pluralistica’, dislocata, che non ha rispetto per ciò che funziona in una località. L’economia globale si basa sul principio che un luogo può essere sfruttato, persino distrutto, per il bene di un altro luogo

Wendell potrebbe sembrare un rivoluzionario e certamente lo è stato, soprattutto se contestualizziamo il suo pensiero, ma quella che promuove non è la rivoluzione delle “barricate”, non ha una connotazione distruttiva, anzi è, soprattutto, un ritorno a valori semplici, come quelli agrari, a un riallineamento della vita e del lavoro ai ritmi della natura.

Protagoniste di questa azione sono le comunità locali. Alcuni decenni fa si parlava molto di localismo, termine evoluto poi nel neologismo potente “glocal”, o glocalismo, in contrapposizione alla globalizzazione e alla sua degenerazione. Il locale, inserito in una rete globale, promotore di una crescita sostenibile o, ancora meglio, di una “decrescita felice”.

L’Agrobusiness, ovvero l’agricoltura su larga scala sotto il controllo di gigantesche corporazioni, ha disgregato le comunità locali. La perdita del tessuto sociale e dei suoi valori coesivi e costruttivi è effetto e causa dell’impoverimento dei suoli e delle risorse, della sovrapproduzione, dell’inquinamento.

Nel 1969 Wendell Berry pubblica “The Mad Farmer Liberation Front” (Il Manifesto del Contadino Impazzito) sul Whole Earth Cathalog, la madre di tutte le riviste alternative, che diventa la sintesi e l’emblema della rivolta studentesca e del movimento ecologista contro la società dei consumi. Il messaggio del Manifesto è ancora potente e attuale.

The Mad Farmer Liberation Front


Love the quick profit, the annual raise,
vacation with pay. Want more
of everything ready-made. Be afraid
to know your neighbors and to die.
And you will have a window in your head.
Not even your future will be a mystery
any more. Your mind will be punched in a card and shut away in a little drawer.
When they want you to buy something
they will call you. When they want you
to die for profit they will let you know.
So, friends, every day do something
that won’t compute. Love the Lord.
Love the world. Work for nothing.
Take all that you have and be poor.
Love someone who does not deserve it.
Denounce the government and embrace
the flag. Hope to live in that free
republic for which it stands.
Give your approval to all you cannot
understand. Praise ignorance, for what man has not encountered he has not destroyed.
Ask the questions that have no answers.
Invest in the millennium. Plant sequoias.
Say that your main crop is the forest
that you did not plant,
that you will not live to harvest.
Say that the leaves are harvested
when they have rotted into the mold.
Call that profit. Prophesy such returns.
Put your faith in the two inches of humus
that will build under the trees
every thousand years.
Listen to carrion – put your ear
close, and hear the faint chattering
of the songs that are to come.
Expect the end of the world. Laugh.
Laughter is immeasurable. Be joyful
though you have considered all the facts.
So long as women do not go cheap
for power, please women more than men.
Ask yourself: Will this satisfy
a woman satisfied to bear a child?
Will this disturb the sleep
of a woman near to giving birth?
Go with your love to the fields.
Lie down in the shade. Rest your head
in her lap. Swear allegiance
to what is nighest your thoughts.
As soon as the generals and the politicos
can predict the motions of your mind,
lose it. Leave it as a sign
to mark the false trail, the way
you didn’t go. Be like the fox
who makes more tracks than necessary,
some in the wrong direction.
Practice resurrection.

Traduzione

Amate il guadagno facile, l’aumento annuale di stipendio, le ferie pagate. Desiderate sempre più cose prefabbricate.
Abbiate paura di conoscere i vostri vicini e di morire e avrete una finestra nel pensiero. 
Nemmeno il vostro futuro sarà più un mistero.
La vostra mente sarà perforata in una scheda e messa via in un cassetto.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto, ve lo faranno sapere.
Ma tu, amico, ogni giorno fa qualcosa che non possa essere misurato.
Ama la vita. Ama la terra.
Conta su quello che hai e resta povero.
Lavorate gratuitamente.
Ama chi non se lo merita
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani:
nel tuo rapporto con ciascuno di loro riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura quello che non capisci, perché ciò che l’uomo non ha compreso non ha distrutto.
Fai quelle domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio. Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale è la foresta che non hai seminato
e che non vivrai per raccogliere i suoi frutti.
Afferma che le foglie quando si decompongono diventano fertilità.
Chiama questo “profitto”. Una profezia così si avvera sempre.
Poni fiducia nei cinque centimetri di humus che crescono sotto gli alberi ogni mille anni.
Ascolta i cadaveri – metti l’orecchio vicino e ascolta i bisbigli delle canzoni a venire.
Aspetta la fine del mondo. Sorridi.
Il sorriso è incalcolabile. Sii pieno di gioia pur avendo considerato tutto ciò.
Finché la donna non brama il potere, date retta alla donna più che all’uomo.
Domandati: quello che fai potrà soddisfare la donna che è contenta di avere un bambino?
Disturberà il sonno della donna vicina a partorire?
Vai con il tuo amore nei campi.
Stenditi all’ombra. Posa il capo sul suo grembo.
Vota fedeltà alle cose più vicine al tuo cuore.
Quando vedi che i generali e i politicanti riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero, abbandonalo. Lascialo come un segnale per indicare la falsa traccia, la via che non hai preso.
Sii come la volpe, che lascia molte più tracce del necessario, alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.

La “pazzia” del contadino è semplicemente un rovesciamento dei canoni industriali e capitalistici, una sconnessione dalla società iperconnessa e una riconnessione con un altro mondo possibile. L’essere umano, come ogni altro animale, vive in rapporto con la natura e la modifica, ma a guidare questa interazione non può essere una avidità infinita.

Come diventare un poeta
(da ricordare a me stesso)

Scegli un posto nel quale sedere.
Siediti. Tranquillizzati.
Devi affidarti all’affetto,
alla lettura, alla conoscenza,
all’abilità – più di quelle
che hai – all’ispirazione,
al lavoro, alla maturazione, alla pazienza,
proprio come i solitari che uniscono il tempo
all’eternità. A proposito dei lettori
che apprezzano il tuo operato,
dubita del loro giudizio.

Inspira con respiro incondizionato
l’aria incondizionata.
Evita i cavi elettrici.
Comunica lentamente. Vivi
una vita a tre dimensioni;
stai distante dagli schermi televisivi.
Stai distante da tutto ciò che
oscura il posto nel quale ti trovi.
Non esistono luoghi profani,
esistono soltanto luoghi sacri
e luoghi sconsacrati.

Accetta quel che viene dal silenzio.
Fanne tesoro al meglio che ti è possibile.
Delle minuscole parole che nascono
dal silenzio, come preghiere
che ritornano a colui che prega,
scrivi una poesia che non disturbi
il silenzio dal quale proviene.

Informazioni su La Fillossera - Innesti di vino e cultura ()
Graziana Troisi e Giovanni Carullo sono gli autori degli articoli de La Fillossera.

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