Viaggio in Mosella 2021: Hofgut Falkenstein, Saar

di Giovanni Carullo

La famiglia Weber coltiva circa 13 ettari di vigneti in una valle laterale del fiume Saar, affluente della Mosella. Poco interventismo e approccio ultra tradizionale senza compromessi sia in vigna che in cantina. Vini energici, cristallini, con acidità vibranti e gradazioni alcoliche contenute fanno di Hofgut Falkenstein uno dei più autentici interpreti del riesling di Saar

Il nostro viaggio alla scoperta dei vini della Mosella inizia da Saar, una delle sei sottozone che compongono la più antica regione vinicola tedesca, in passato nota come “Mosel-Saar-Ruwer” e diventata ufficialmente “Mosel” dal 2007. Continueremo sempre verso nord seguendo il corso del Mosella fino a Coblenza dove il fiume sfocia nel Reno.

Con una lunghezza di 227 chilometri, il Saar è il più importante affluente del fiume Mosella. La viticoltura si svolge esclusivamente lungo i 28 chilometri finali del fiume, soprattutto sui versanti meridionali delle valli laterali.

Siamo pochi km a sud di Treviri circondati da un paesaggio ben distinto da quello che ci ha fatto compagnia nel tragitto dall’aeroporto. Ovviamente non c’è più traccia del fiume Mosella e dei suoi ripidi versanti tappezzati di vigneti.

Campi di grano, distese di erba e boschi rendono la campagna meno monopolizzata dalla vite, le colline sono più dolci, le vallate più ampie. Il paesaggio appare nel suo insieme più verde, rurale e selvaggio; tanto che il navigatore non riconosce l’indirizzo impostato e ci porta un po’ a zonzo per i dintorni, prima che io riconosca da lontano la sagoma della cantina (la stessa stilizzata sulle etichette dei vini) e riesca ad imboccare la giusta strada di campagna Falkensteiner Hof.

Ad accoglierci nel cortile della tenuta ci sono Erich Weber, il fondatore, e il figlio Johannes. Ci affida a lui dopo un discorso sulle generazioni che mi piace immaginare come un prologo di passaggio di consegne.
Johannes ci invita salire a bordo del suo SUV e partiamo: direzione vigneti.

Conosco e apprezzo da qualche anno i vini di Hofgut Falkenstein – ringrazio per questo Francesco Agostini che li importa in Italia (vedi in fondo all’articolo per info) – e non nascondo l’entusiasmo di incontrate le persone e i luoghi che ne sono artefici.

Johannes guida su per la collina, indica, racconta e spiega in un rapido inglese marcatamente teutonico che mi richiede uno sforzo di comprensione non indifferente. E’ un fiume in piena di conoscenza e passione che trasmette con un atteggiamento leggero, quasi scanzonato.

Quella che poteva essere l’ennesima classica visita in cantina si rivelerà un’originale degustazione itinerante tra le vigne. Johannes parcheggia davanti un vigneto, lo visitiamo e poi assaggiamo il suo relativo vino. Bastano un frigo portatile e tre calici nel cofano ed il gioco è fatto. Una formula da importare assolutamente.

Le prime tappe sono in tre distinte parcelle del Niedermenniger Herrenberg, uno dei vigneti principali della tenuta. Nel corso degli anni, i Weber hanno acquisito una serie di appezzamenti nelle parti più prestigiose di questo ampio e dolce pendio esposto a sud, ricco di ferro e composto soprattutto da ardesia grigia e quarzo.

Qui Johannes apre il cofano e ci versa abbondanti calici di Niedermenniger Herrenberg Riesling Kabinett Trocken 2020 Mutter Anna AP 01 da viti di 60-70 anni. Secchissimo (trocken=secco), leggero ma intenso e rifrescante nelle note saline e agrumate. Da bere adesso per apprezzarne la scattante acidità e l'”energia” (parola di Johannes) o tra qualche anno se si cerca una maggiore profondità. Alcol 10%.

Sei curioso di conoscere il significato dei termini “Mutter Anna AP 01” in etichetta? La spiegazione è in fondo all’articolo.

Il secondo stop è in una parcella di piccolissime viti piantate a marzo 2021, tutte protette da dei sacchetti di cartone. Ripasseremo tra qualche anno per l’assaggio del vino, promesso. Suggestivo il colpo d’occhio offerto dall’intenso color rosso del suolo lavorato di frequente per stimolare la crescita delle giovani piante.

Il vino della terza sosta è Niedermenniger Herrenberg Riesling Kabinett Feinherb 2020 Herbert AP 15 da viti di 50-60 anni nel settore Langenberg del vigneto, 24 g/l. zucchero residuo Più aromatico ed intenso del precedente, profuma di fiori bianchi, uva spina, pesca bianca ed erbe aromatiche. Sorso succoso e fruttato, chiude con la solita sensazione di soavità (alc. 9%).

Feinherb è una tipologia nata di recente per identificare vini che si sono evoluti in termini di gusto intermedio tra semisecco (Halbtrocken, max 18 g/l residuo zuccherino) e semidolce (Lieblich, max 45 g/l residuo zuccherino). Il termine Feinherb è ufficioso e non espressamente definito dalla legge sul vino.

Johannes dice di preferire i vini trocken, eppure i loro vini feinherb di splendido equilibrio hanno elevato questa categoria ad una dimensione assoluta ed intrigante, riconoscendo i Weber veri eredi dei vini classici della zona.

Risaliamo a bordo, l’auto si arrampica solitaria per la stretta stradina che attraversa le vigne ed entriamo nei confini del vigneto Niedermenniger Sonnenberg.
Ci fermiamo nella parte alta della collina esposta a sud, sormontata da un fitto bosco. ll nome catastale specifico del sito Im Kleinschock è riportato sull’etichetta del vino che assaggiamo. I Weber ritengono che anche questa parcella meriti una designazione esclusiva.
Niedermenniger Im Kleinschock Riesling Kabinett 2020 AP 20, da viti di 30-40 anni per la maggior parte a piede franco. Alcol 8%. Sottile, agrumato e molto minerale. Il residuo zuccherino sale a circa 40 g/l ma ritroviamo ancora freschezza, energia, leggerezza e precisione, filo conduttore di tutti gli assaggi.

La nostra degustazione itinerante è terminata ma Johannes ci tiene a portarci in un luogo speciale prima di salutarci. Tra chiacchiere sugli europei di calcio in corso e sulle prossime tappe in programma del nostro viaggio, dopo pochi minuti di curve e tornanti sterrati arriviamo ad un spettacolare punto panoramico sulla vallata del fiume Saar. Il cielo sempre più scuro non ci impedisce di godere il paesaggio che spazia dalla collina del celebre vigneto Scharzhofberger al villaggio di Wiltingen immerso in mille sfumature di verdi pascoli e vigneti.

Torniamo in cantina, ringraziamo Johannes per averci svelato tutta questa bellezza e ci salutiamo. Lui torna a lavoro e noi riprendiamo il nostro viaggio.
Domani ci aspetta un’altra grande esperienza ma questo sarà un altro racconto.

L’annata 2020 in Saar

Johannes vede molte somiglianze tra la stagione 2020 e le due precedenti: “La 2020 è stata un’annata calda e precoce come nel 2018 e 2019. In estate abbiamo avuto spesso temperature superiori a 30°C e di conseguenza ho seguito un approccio simile nei vigneti, inclusa la scelta di non defogliare. Ci stiamo lentamente abituando a queste condizioni climatiche calde anche se restano impegnative ed esigenti. Abbiamo deciso ancora una volta di iniziare la nostra raccolta in anticipo, questa volta il 13 settembre. Durante la prima settimana, abbiamo raccolto l’uva per il nostro Kabinett secco e il Pet’Nat solo la mattina presto e ci siamo fermati a mezzogiorno perché stava diventando troppo caldo. Ho sentito che era inutile aspettare troppo, le uve non avrebbero beneficiato di ulteriore tempo di maturazione e quindi abbiamo raccolto principalmente i nostri vigneti “in blocco”, in modo che fosse abbastanza facile e veloce. L’uva era pulita e matura, con acini spesso piccoli e ancora buoni livelli di acidità. Ci siamo impegnati per portare rapidamente le uve in cantina e abbiamo pressato subito senza macerazione prefermentativa a freddo per ottenere vini più leggeri”.

La storia di Hofgut Falkenstein

L’azienda vinicola Hofgut Falkenstein è immersa nel verde di Konzer Tälchen, una valle laterale del fiume Saar bistrattata per decenni per il suo clima estremamente fresco, ma che ora sta guadagnando sempre più attenzione a causa del cambiamento climatico. Un uomo in particolare ha portato i vini di questa valle nelle liste dei desideri dei winelovers di tutto il mondo: Erich Weber.

Tutto ha inizio nel 1981 quando Erich, dopo aver studiato viticoltura a Geisenheim, acquista la tenuta Falkensteinerhof con la casa padronale del 1901 che ristruttura in anni di laborioso lavoro manuale. Inizia a coltivare i vigneti intorno a Niedermennig e Krettnach con le attrezzature più semplici, tanta passione, volontà e lavoro manuale.

In vigna e in cantina

Un cantina relativamente giovane per la zona, ma assolutamente ultra tradizionale dato che poco è cambiato nei metodi di coltivazione e nella vinificazione in oltre 30 anni. Il focus è chiaramente nel lavoro in vigna per avere basse rese grazie anche anche all’età media delle viti di 40-50 anni che nel Krettnacher Euchariusberg arriva a 60-90 anni nelle piante a piede franco.

L’azienda gestisce oggi un totale di circa 13 ettari, di cui la maggior parte in gran parte coltivata a Riesling. Questo vitigno prospera nei ripidi pendii di ardesia di Niedermenniger Herrenberg, Niedermenniger Sonnenberg, Krettnacher Euchariusberg e Krettnacher Altenberg, beneficiando del clima generalmente più fresco della valle di Konz esposta ai venti di ovest e dei suoli ben drenanti di ardesia, quarzo e diabase.

Tutte le uve vengono raccolte a mano (comprese quelle uve, per lo più provenienti da viti giovani, che vengono vendute alla cooperativa locale). Dopo la breve pressatura soffice, i mosti decantano naturalmente tutta la notte. Poi sono travasati nei fuder (tradizionali botti della Mosella da 1000 litri) dove fermentano spontaneamente nella cantina storica.

Ai Weber piace imbottigliare ogni fuder separatamente, pratica oggi quasi sconosciuta ma che era la norma in passato. Pertanto, possono esserci due o più botti dello stesso vigneto e con lo stesso Prädikat (tipologia di vino, Kabinett ad esempio). Ma ogni fuder ha un suo numero AP e contiene un vino diverso dagli altri perché le sue uve vengono da una specifica parcella e per questo fermenta, invecchia e si imbottiglia in botti separate.
Per distinguere le botti (e successivamente i suoi imbottigliamenti), assegnano anche un nomignolo che dal 2020 riportano in etichetta dopo il numero AP in grassetto. Questo è di solito il nome o il soprannome dei precedenti proprietari (Mutter Anna, per esempio) oppure il toponimo del sito in cui si trova il vigneto (Im Kleinschock, ad esempio).

I Weber potrebbero facilmente produrre un vino base in serbatoi di acciaio anziché in botti dalle uve che vendono alla cooperativa locale oppure acquistare più uva da altri coltivatori per aumentare la loro produzione, ma scelgono di non farlo.


I vini di Hofgut Falkenstein sono importati in Italia da Winelovers sas di Francesco Agostini e Marco Roccarino, info: onewinelover@gmail.com


Desideri approfondire l’argomento?

Ti consigliamo il libro
ATLANTE MONDIALE DEI VINI
di Hugh Johnson e Jancis Robinson

Informazioni su La Fillossera - Innesti di vino e cultura ()
Graziana Troisi e Giovanni Carullo sono gli autori degli articoli de La Fillossera.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: