È Luigi Moio il nuovo presidente dell’OIV, l’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin

Il Professor Luigi Moio è il nuovo presidente dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin (OIV).

L’OIV é un organismo intergovernativo di tipo scientifico e tecnico, di competenza riconosciuta nell’ambito della vigna, del vino, delle bevande a base di vino, delle uve da tavola, delle uve passa e degli altri prodotti della vigna; punto di riferimento scientifico e tecnico del mondo vitivinicolo.

Professore ordinario di enologia presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Moio è considerato una delle massime autorità nel mondo della ricerca e della scienza applicata al vino.

Dal 1990 al 1994 si è specializzato presso il Laboratoire de Recherches sur les Arômes dell’Institut National de la Recherche Agronomique di Dijon in Borgogna, dove ha approfondito gli aspetti scientifici dell’aroma del vino È autore e co-autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche nei settori della chimica e tecnologia degli alimenti. Dal 1991 svolge ricerche sullo studio dell’aroma degli alimenti, basate sull’applicazione di metodologie accoppiate di analisi sensoriale e strumentale. Ha rivolto particolare attenzione allo studio dei componenti odorosi del vino ed alle tecnologie enologiche mirate a preservarne ed amplificarne l’aroma varietale. È membro dei Georgofili e dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino. Nel 2016 con il libro “Il respiro del vino. Conoscere il profumo del vino per bere con maggior piacere, tradotto in molte lingue, è riuscito a rendere accessibili ad un pubblico più ampio concetti complessi e tecnici.

Nel 2001, insieme alla moglie Laura, ha dato vita alla tenuta Quintodecimo, un fazzoletto di verde in un’area interna montuosa della Campania: l’Irpinia. Quello di fare vino era per lui un sogno coltivato fin da bambino, quando insieme al padre Michele Moio, storico produttore campano, viveva tra casa, vigna e cantina.

Luigi Moio con la moglie Laura – fonte img https://www.quintodecimo.it/

Semplice, piccola, essenziale, senza alcuna tecnologia particolare, fatta per soddisfare principalmente il mio proprio bisogno intimo più che stupire. Per me la cantina è un luogo di pace, di nobiltà, di silenzio, di meditazione, di raccoglimento. E’ un luogo semplice, ma razionale, che incoraggia l’uomo alla pazienza. Andare in cantina significa passare dalla luce all’oscurità. Per questo la cantina deve essere immersa nella terra. E’ un luogo oscuro per eccellenza. Essa è sotto terra e sotto la casa. È un luogo così che ho sempre sognato per il mio vino ed così che è stato realizzato a Quintodecimo. Il vino dalla vinificazione al confezionamento è sotto la casa di trenta scalini. E sapere che bisogna scendere questi gradini per raggiungerlo, contemplarlo, toccarlo, degustarlo è davvero un piacere unico che mi riempie di gioia.

Luigi Moio

Il grande vino è una fusione perfetta tra scienza e poesia, tra il misurabile e l’imponderabile. È essenzialmente bello. È un’opera d’arte. Una sorta di trasfigurazione della materia prima. Esso nasce dal mosto come una statua nasce dalla pietra e chi realizza un grande vino, è colui che scava nella pietra, avendo già in mente il risultato finale.

Luigi Moio

Le citazioni e le immagini sono tratte dal sito Quintodecimo

Informazioni su La Fillossera - Innesti di vino e cultura ()
Graziana Troisi e Giovanni Carullo sono gli autori degli articoli de La Fillossera.

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