Eventi

Dopo il furto dell’uva alla Cantina De Bartoli nasce il Passito della Solidarietà

Quando lo frequenti scopri che Marco De Bartoli, possente e gentile, con i capelli ricci, tagliati cortissimi, sorride e sai che conosce quali siano, nella vita come nell’uva, i valori.

Così scrivevano Veronelli e Stefi nel volume “I vignaioli storici” qualche anno fa.

E, valore, è la parola chiave per comprendere una bottiglia di vino. Ci sono parole, e valore è una di queste, che hanno una densità, un volume.

Noi non compriamo e degustiamo vini perché sono buoni, noi compriamo e degustiamo vini perché abbiamo sete di conoscenza: desideriamo esplorare le relazioni sociali e culturali che hanno disegnato un luogo, le sedimentazioni e le stratificazioni che ne hanno plasmato l’evoluzione fisica e spirituale. La bottiglia di vino contiene questo valore che, in quanto connotato da una dimensione materiale e da una dimensione immateriale, meglio di altri ne esprime la complessità.

Qualche giorno fa, quando nella notte, dalla Cantina di Marco De Bartoli, hanno rubato circa sei quintali di uva zibibbo destinata alla produzione del passito, non ci siamo sentiti dispiaciuti solo per la perdita materiale subita dalla cantina. Ci ha rattristato percepire uno strappo, una interruzione, nel racconto collettivo al quale avremmo potuto prendere parte.

Nell’arte giapponese del kintsugi si utilizza oro fuso per riparare le crepe negli oggetti di ceramica, così da una rottura nasce qualcosa di nuovo, bellezza dall’imperfezione.

kintsugi

I produttori del Consorzio Vini Pantelleria Doc hanno deciso di donare una parte delle loro uve appassite alla Cantina De Bartoli. Anche questa vendemmia 2018 vedrà nascere il passito, si chiamerà Passito della Solidarietà, un passito collettivo che sarà poi a disposizione del Consorzio per la promozione della Doc Pantelleria. L’oro giallo riempie la crepa. L’interruzione diventa soltanto una strada diversa, che all’inizio non era stata presa in considerazione, ma che ora conduce ad una nuova meta.

Marco-Belli_Bukkuram4

ph. Marco Belli

Ci sarà un nuovo racconto e potremo ancora farne parte.

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

Erri De Luca, da “Opera sull’acqua e altre poesie”

Informazioni su La Fillossera ()
(Graziana + Giovanni) * Innesti di vino e cultura = La Fillossera. Degustazioni, racconti, viaggi, eventi.

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