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Non tutti gli spumanti sono Prosecco e non tutti i Prosecco sono spumanti

Prosecco è una delle parole più abusate dai consumatori di vino che, spesso, indicano con questo termine qualsiasi vino effervescente.

Che cos’è il Prosecco?

Il vino a denominazione di origine controllata Prosecco è ottenuto a partire dal vitigno semi-aromatico Glera; possono concorrere, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%, altri vitigni, autoctoni come Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga, o internazionali come Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero (vinificato in bianco).

Queste uve devono essere prodotte nella zona che comprende le province di Belluno, Gorizia, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Udine, Venezia e Vicenza.

A seconda del metodo di produzione possiamo distinguere tre tipologie di Prosecco:

  • fermo o tranquillo
  • frizzante
  • spumante

Nella tipologia fermo o tranquillo il perlage è assente ed abbiamo quindi un vino bianco delicato, secco. Probabilmente è la tipologia meno conosciuta e più di nicchia, diffusa soprattutto a livello locale. Si ottiene dai vigneti più fitti e poco produttivi, dove le uve vengono vendemmiate ben mature. Il colore è giallo paglierino tenue, i profumi sono di mela, pera, mandorla e miele.

La tipologia frizzante prevede la rifermentazione in bottiglia grazie all’affinamento sui lieviti naturalmente presenti sull’uva, secondo una tecnica tradizionale utilizzata già dalla fine dell’ottocento. In questo caso sull’etichetta deve essere riportata la dicitura “rifermentazione in bottiglia” e il vino può presentare una leggera velatura.

La tipologia spumante è sicuramente la più diffusa. In questo caso la rifermentazione avviene in autoclave secondo il Metodo Martinotti-Charmat. Il vino base, dopo essere stato filtrato, viene messo nei serbatoi di acciaio (autoclavi) con l’aggiunta di lieviti selezionati, zuccheri e sali minerali. La rifermentazione avviene in tempi relativamente brevi, in genere tra i 15 e i 20 giorni ma la permanenza sui lieviti può anche essere più lunga. Tutte le fasi successive (travaso, filtrazione, imbottigliamento) devono avvenire in ambiente iperbarico per evitare la dispersione di anidride carbonica.

A seconda del residuo zuccherino il Prosecco Doc Spumante può essere:

  • brut (meno di 12g/litro)
  • extra-dry (tra 12 e 17g/litro)
  • dry (tra 17 e 32g/litro)
  • demi-sec (tra 32 e 50g/litro)

La piramide della qualità del Prosecco

L’enorme successo del Prosecco a livello internazionale ha reso necessaria una regolamentazione accurata e l’istituzione di doc e docg. Attualmente le denominazioni sono le seguenti:

  • Prosecco Doc (è consentito riportare in etichetta il nome della provincia Treviso per il Veneto e Trieste per il Friuli Venezia Giulia)
  • Asolo Prosecco Docg
  • Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg con le menzioni aggiuntive Superiore, Rive e Cartizze

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore è prodotto esclusivamente nelle colline di Conegliano Valdobbiadene. La denominazione comprende 15 comuni e prende il nome dalle due capitali territoriali Conegliano, capitale culturale, in cui ha sede la prima Scuola Enologica d’Italia, e Valdobbiadene.

Il termine “Rive” indica, nella parlata locale, le pendici delle colline scoscese che caratterizzano il territorio. Il Rive è ottenuto spesso dai vigneti più ripidi e vocati con uve provenienti da un unico Comune o frazione di esso, per esaltare le caratteristiche che il territorio conferisce al vino. Nella denominazione sono presenti 43 rive. Nel Rive la produzione è ridotta a 13 t per ettaro (mentre generalmente è di 18 t per ettaro) le uve vengono raccolte esclusivamente a mano e viene indicato in etichetta il millesimo.

Il Cartizze proviene da una sottozona disciplinata fin dal 1969 di soli 107 ettari di vigneto, a forma di pentagono, compresa tra le colline più scoscese di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel comune di Valdobbiadene.

Togliamo alcuni dubbi

Esiste il Prosecco prodotto con Metodo Classico? Nonostante il Prosecco Spumante sia prodotto con Metodo Martinotti-Charmat esistono alcuni rari prosecchi prodotti con il Metodo Classico con risultati interessanti.

Il Prosecco tradizionale è secco o amabile? Il Prosecco nasce come vino bianco fermo o come frizzante (ovvero rifermentato in bottiglia) e pertanto quello tradizionale è secco.

Il Prosecco “Col Fondo” in quale tipologia rientra? Il Col fondo è un Prosecco frizzante. La rifermentazione avviene in bottiglia sui lieviti. Al termine dell’affinamento sui lieviti (sur lie) non avviene la sboccatura (ovvero la rimozione dei lieviti morti e dei sedimenti) pertanto il vino risulta torbido (col fondo appunto).

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni su La Fillossera ()
(Graziana + Giovanni) * Innesti di vino e cultura = La Fillossera. Degustazioni, racconti, viaggi, eventi.

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